Un po’ per storia, un po’ per abitudine ed un po’ per pudore. Questo ha creato, nel tempo, un vuoto comunicazionale che, oggi più che mai, appare tanto ingente quanto imbarazzante e che lascia, purtroppo, spazio ad equivoci e fraintendimenti, quantomeno dannosi.

Si dice che chi tace ha sempre torto. Allora proviamo a trovare una possibilità e uno strumento per avere e dare voce. Con tutto l’entusiasmo ed il rischio che questo comporta.

Questo progetto editoriale è il frutto dell’incontro e del sincero dialogo tra due culture.
Un incontro e un dialogo che, in realtà prosegue ininterrottamente da tempi inenarrabili, ma paradossalmente, ha faticato a guadagnarsi il giusto riconoscimento, sotto ogni punto di vista.
Quanta Cina c’è in Italia e quanta Italia sta in Cina?
Viviamo, oggi, un’enorme contraddizione in termini…
La presenza della “Comunità Cinese” in Italia è quanto mai datata, ma incastrata in logiche scioccamente stereotipate.
Da un lato gli italiani, che hanno coltivato un’idea ed un’immagine limitativa e limitante dei cinesi stanziati sul nostro territorio, considerandoli “Piccoli Grandi Imprenditori” scarsamente capaci, però, di interagire in maniera onesta e trasparente con il mondo relazionale del Paese che li ospita – ed in cui, ormai, vivono e crescono i loro figli – e di farsi conoscere nel profondo (ma, in verità, chi mai ci riesce?).
Dall’altro, i cinesi dello Zhejiang – zoccolo duro dell’immigrazione verso l’Italia, secondo il classico meccanismo del “parente chiama parente” -, arrivati qui con “la valigia di cartone in mano” (come hanno fatto, peraltro, tanti italiani in giro per il mondo), poco capaci di trasmettere la vera essenza della cultura tradizionale e dello sviluppo della Cina contemporanea.
E poi la nuova generazione, sradicata più e più volte nel vai e vieni di una crescita a tappe e nel definirsi difficile di un’identità ibrida, come sempre è successo nella storia delle comunità migranti.
Però…
Però la Cina è qui, è una realtà imprescindibile e che merita di essere compresa nella sua identità e complessità.

Un particolare ringraziamento va all’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia per averci dato fiducia ed aver avvallato questo progetto.
Questo ci ripaga di tutto l’impegno, la dedizione ed il lavoro portato avanti negli anni.

Il Filo di Seta è, oggi, una realtà.
Il Filo di Seta è, oggi, un filo di acciaio.