Aziende Cinesi in Italia

UNION TRADE Spa

«L’Italia è un eccellente campione del mercato consumer»

Proseguiamo, in questo nostro nuovo numero, con il “viaggio” iniziato in quello precedente e con le interviste alle aziende ed alle imprese cinesi che hanno deciso di affrontare la grande sfida dello sviluppo della propria attività nel nostro Paese e, di conseguenza, gli investimenti che ciò inevitabilmente comporta. È sicuramente interessante notare come le logiche e le modalità di crescita di queste realtà si siano evolute, e si stiano tutt’ora evolvendo, in linea con i cambiamenti naturalmente portati dall’avvicendarsi generazionale e dall’apertura verso un approccio di respiro sempre più internazionale e globale con un occhio che, tuttavia, non dimentica la ricchezza di un mercato di natura etnica, sempre più desideroso di trovare risposta alle proprie fondamentali esigenze.

Intervista al Dott. Jun Jie Sun Amministratore Delegato Union Trade Spa

Dott. Sun ci può fare una breve presentazione della Vostra Azienda, della sua storia e di quello che, nello specifico, riguarda il progetto di sviluppo delle Vostre attività in Italia? La UNION TRADE Spa – ai tempi semplicemente conosciuta come China Trading – nasce nel 1985 da una geniale intuizione di mio padre, Luigi Sun, che, in quel tempo,  aveva l’aspirazione di far conoscere la cucina cinese in Italia, ponendosi come distributore dei vari prodotti alimentari del settore verso punti di ristorazione e negozi allora fondamentalmente cinesi.

Con il tempo l’azienda si è evoluta ed è diventata “trend setter” alimentare sul territorio. Ci piace pensare, senza falsa modestia, che anche l’esplosione della cucina nipponica in questo Paese abbia preso spunto, e sia stata in qualche modo favorita, già nel 2002,  dall’apertura dello “Zen Sushi Restaurant”, ristorante giapponese – primo nel suo genere – creato sulla scorta di un’idea vincente di Mr. Sun.

Investimento decisamente importante che ha convinto, nel tempo, molti imprenditori del settore a prendere seriamente in considerazione la possibilità di dare vita a svariati locali “filo-nipponici”, traendone grande successo.Oggi UNION TRADE importa prodotti alimentari da moltissimi Paesi – Giappone, Corea del Sud, Tailandia, America, Perù e Brasile – e si pone come obiettivo primario quello di portare sul territorio italiano novità alimentari di pregio, con la precisa volontà di proporre un servizio di eccellenza per i propri clienti. Abbiamo più di 4.000 clienti – che serviamo tra canale GDO, retail, HoReCa nel 2018, con una sempre più grande diversificazione e toccando anche specifiche esigenze proprie di cucine italiane, hamburgerie e realtà etnico/esotiche in generale -.Ed annoveriamo più di 10.000 prodotti gestiti, provenienti sia dal territorio italiano che da Paesi esteri (nello specifico da più di 20 Nazioni differenti). Oltre agli aspetti legati al commercio all’ingrosso, UNION TRADE non ha mai perso di vista l’importanza della vendita al dettaglio. Ne è testimonianza diretta e viva “Kathay Srl”, punto di riferimento concreto per coloro che, nel cuore della Chinatown meneghina, vogliano approcciare la cucina etnica/esotica ed, al tempo stesso, per tutti gli esperti del settore (tra cui spiccano numerosi e rinomati chef pluristellati).

A partire dal 2015, inoltre, la nostra realtà ha iniziato un vero e proprio processo di passaggio generazionale, completatosi a fine 2018 con la trasformazione da SRL a SpA – finalizzata a garantire maggiore longevità all’azienda -. In questo contesto si è anche ufficializzato il mio attuale ruolo di Amministratore Delegato. Ci racconti qualcosa in più di Lei e delle differenze tra l’approccio di Suo padre – un uomo ed un imprenditore straordinario, che io ho avuto la fortuna di avere come amico – e la linea manageriale che Lei sta impostando. Rispetto a mio padre, che era un visionario incredibile, sto cercando di mettere in pratica il mio background universitario per dare ordine all’azienda, investendo molto sul lato IT, e valorizzando il più possibile i collaboratori che mi stanno vicino. Mi sono formato in Classe Economia e Management presso l’Università Bocconi di Milano ed ho conseguito un Master in International Business presso la Hult International Business School di Londra. Purtroppo mio padre ci ha lasciati lo scorso 5 Agosto, quindi mi toccherà provare – con i miei quasi 30 anni – ad essere visionario quanto lui e cercare di migliorare quello che è riuscito a realizzare in questi 35 anni di carriera. Non sarà assolutamente facile, ma ho il dovere di provarci (e riuscirci…)!

JJ mi dica, ad oggi che sforzo è stato sostenuto dalla Vostra Azienda per radicarsi ed espandersi in Italia, in termini di capitali messi a disposizione, immobili eventualmente acquisiti e dipendenti assunti? Il nostro è un lavoro di grande sacrificio in termini di capitali, dove l’impegno finanziario è alto. È stato strategico investire in maniera ponderata e nei momenti giusti in strutture logistiche che ci hanno permesso di ampliare il nostro giro di affari in questi anni, raggiungendo, nel 2018, un fatturato pari a 62 milioni. Importanti investimenti sono stati fatti, negli ultimi 2 anni, anche nell’infrastruttura IT aziendale, permettendo alla società un salto di qualità su molti fronti, dall’analisi del dato fino alla produttività logistica. Per quanto riguarda il numero di dipendenti, tra assunzioni dirette e indirette, possiamo vantare più di 100 dipendenti. Dico vantare perché negli ultimi 5 anni abbiamo spinto moltissimo sulle risorse umane, considerate da noi come il primo asset aziendale. Cerchiamo nel possibile di attirare talenti che possano fare un’importante carriera all’interno della nostra realtà, trovando un ambiente sereno in cui poter esprimere al meglio le proprie potenzialità. Mio padre, prima di lasciarmi il timone aziendale, mi disse “Ti do solamente un ordine che dovrai eseguire per il resto della tua vita: a fine mese ci sono gli stipendi da pagare, su di te pesano più di 100 famiglie!”. Mi auguro solo che negli anni saranno molte di più…

Per quanto riguarda i dipendenti, attualmene quanti sono gli italiani e quali ruoli prevalentemente ricoprono? I collaboratori italiani sono moltissimi, costituiscono più della metà del team. Ricoprono svariati ruoli, dalla logistica, agli acquisti e vendite, fino all’amministrazione. Molti managers in Uniontrade sono italiani. Penso che la prerogativa iniziale non sia la nazionalità, che di fatto è un limite geografico “imposto”, ma l’apertura mentale. La Uniontrade è alla ricerca continua di persone con mentalità aperta, curiose di imparare e di condividere le proprie esperienze.

Viceversa, quanti dipendenti sono stranieri e con quali mansioni effettive?Vantiamo moltissime nazionalità nel nostro team. Sicuramente la seconda nazionalità è quella cinese – anche in questo caso con soggetti che rivestono svariati ruoli -, ma abbiamo anche marocchini, peruviani, venezuelani, filippini e giapponesi. Penso che le diversità culturali siano una ricchezza e che ci permettano di affrontare tutte le sfide analizzando le opportunità da molti più punti di vista.

Quali progetti e prospettive future vede oggi per la Vostra Realtà qui in Italia e, più in generale, in Europa? Personalmente penso che sia più probabile sviluppare l’azienda in Italia, per via del nostro know-how consolidato sul territorio italiano, e di una logistica già molto performante. Mi piacerebbe valutare un ampliamento della capillarità distributiva di Uniontrade in altre zone di questo Paese che oggi sono servite bene, ma che possiamo servire sicuramente meglio. Inoltre, mi piacerebbe fare più cultura e formazione culinaria, sia verso gli operatori del settore che verso il consumatore finale.Un altro grandissimo sogno nel cassetto che ho è quello di aprire una catena di Kathay, oggi siamo un 1 di 1 ma sono convinto che spazio per qualche nuova apertura, in Italia, ci sia…

In tutta franchezza, ne sono molto convinta anch’io…

CHINA POWER

Dott. Shen Song ci parli di China Power. Come e quando è nata la società e quali elementi fondamentali la caratterizzano? Credo sia importante sottolineare, innanzitutto, come China Power sia, di fatto, una delle poche S.p.A. cinesi presenti in questo Paese e – cosa, se possibile, ancor più rilevante e peculiare – sia, in Italia, l’unica società di energia autenticamente “etnica”. La nascita di China Power risale al 2013 e deriva essenzialmente dall’incontro e dalla relazione personale e professionale tra il sottoscritto e Marco Jin  – due persone dai percorsi formativi decisamente diversi, caratterizzate dalla voglia di fondere insieme le proprie specifiche capacità e competenze per creare una realtà innovativa.

Ci spieghi meglio. Che tipo di formazione avete e che ruolo ciascuno di voi riveste all’interno della società? Per quanto mi riguarda, io sono il CEO di China Power. Ho conseguito una laurea specialistica in “Management” presso l’Università Bocconi di Milano. I miei trascorsi in consulenza strategica (presso Value Partners) e nel settore M&A mi hanno consentito di sviluppare una particolare attitudine ed un concreto interesse verso un approccio manageriale di respiro internazionale. Marco Jin, invece, è il COO della società e vanta un lungo e consolidato rapporto con il “mondo cinese”, rinforzato dalla sua  comprovata esperienza nel settore del “import-export” da e verso la Cina.  

Luca Sheng Song e Mr Shangle (noto imprenditore sino-pratese)

Come si è sviluppata la vostra attività dal 2013 ad oggi? China Power è cresciuta e sta crescendo a ritmi decisamente molto sostenuti. Questo le ha consentito di diventare, in questi 6 anni di vita, leader del proprio mercato etnico di riferimento. Siamo orgogliosi di poter dire che, proprio in virtù di questi ottimi risultati, la nostra realtà è stata selezionata dal Finacial Times come una delle “società top” a più alta crescita a livello europeo.Oggi serviamo più di 6.000 aziende, presenti su tutto il territorio nazionale, per un consumo annuo pari a 100 GWh (Energia) e 25 milioni di metri cubi (Gas).

Marco Jin e Mr Li (Presidente della Fabbrica dei Sapori)

Quali sono, a suo parere, i tratti distintivi di China Power? Indubbiamente la capacità di offrire un servizio di livello – fortemente mirato ed in linea con le reali necessità della nostra Clientela-.China Power si impegna al massimo per garantire una proposta autenticamente chiara e trasparente, un supporto ben strutturato ed in lingua madre ed una consulenza energetica volta a consentire all’utente di sviluppare una seria consapevolezza delle effettive logiche di consumo.

Che tipo di sforzo è stato sostenuto, ad oggi, dalla Vostra Azienda in Italia, in termini di capitali messi a disposizione, immobili eventualmente acquisiti e dipendenti assunti? La società ha un giro di affari di decine di milioni di euro ed investimenti crescenti, volti a consolidarne sempre più la presenza in tutta Italia, con un occhio anche sul resto d’Europa. Oggi China Power annovera una quindicina di dipendenti diretti ed altrettanti tra consulenti e professionisti in outsourcing.

Per quanto riguarda i dipendenti, quanti sono gli italiani e quanti gli stranieri e quali ruoli, prevalentemente, ricoprono? Diciamo che la situazione è molto equilibrata; i nostri dipendenti sono per metà italiani e per metà cinesi. Tendenzialmente i cinesi ricoprono maggiormente ruoli commerciali e di customer care (verrebbe da dire inevitabilmente, date le caratteristiche “etniche” della nostra Clientela d’elezione), mentre gli italiani svolgono  mansioni più tecniche – di back office, legal, finance ed amministrazione

Quali progetti e prospettive future vedete per China Power qui in Italia e, più in generale, in Europa? Sicuramente c’è ancora tanto da fare in Italia, dobbiamo continuare ad accrescere la nostra presenza sul territorio, in special modo su quelle zone e città caratterizzate da un’elevata concentrazione di aziende e società cinesi. Attualmente stiamo concentrando i nostri sforzi per presidiare al massimo la Lombardia, il Piemonte, il Veneto e la Toscana. Ma siamo consapevoli che il centro-sud abbia tantissime potenzialità ancora inesplorate. Per questo, nei prossimi anni, il nostro obiettivo primario sarà, sicuramente, di investire anche nel Mezzogiorno della Penisola.

GANTEN ITALIA

John Cheng

Dott. Cheng siamo onestamente molto colpiti ed incuriositi dalla tipologia di investimento che la Vostra Azienda ha scelto di fare nel nostro Paese. Ci può raccontare qualcosa di più di Ganten e del progetto che sta portando avanti in Italia? Il gruppo Ganten Water è leader nella produzione di acqua premium in bottiglia ed è attualmente il numero uno nel mercato cinese delle acque minerali.  Con il marchio “Ganten”, la compagnia è impegnata attivamente in numerosi eventi e competizioni nel mondo dello sport: ad oggi Ganten è Global Sponsor di FIVB, FIBA, Australian Open e Juventus FC ed opera con i suoi 23 siti di produzione in Cina, Italia, Giappone e Fuji.  La compagnia ha cominciato a prendere posizione sulla scena mondiale nel 2017; in particolare, ha iniziato col mercato italiano offrendo ai consumatori una nuova scelta di acqua premium in un packaging elegante all’insegna di un lifestyle sano e raffinato.

Parliamo di investimenti. Ad oggi che sforzo è stato sostenuto dalla Vostra Azienda in Italia, in termini di capitali messi a disposizione, immobili eventualmente acquisiti e dipendenti assunti?Seguendo la propria strategia per lo sviluppo nel mercato internazionale, Ganten ha investito in un’azienda italiana con alle spalle una storia di oltre 50 anni creando, nell’Ottobre 2017, una joint venture con questo partner locale nella zona di Salò. Oggi nel sito produttivo Ganten-Tavina lavorano più di 60 persone e nella nuova struttura si raggiunge la capacità di 450 milioni di bottiglie l’anno.  Con questa espansione strutturale, portata a termine nel 2018, la produzione italiana Ganten-Tavina ha ottenuto la certificazione 4.0 per l’innovazione industriale e si è munita delle più avanzate tecnologie per le sue linee produttive e per il magazzino completamente automatizzato. Oltre all’investimento di capitali, la compagnia, tramite la sede di Milano, ha anche investito in operazioni di Marketing per il Brand Building tramite collaborazioni con importanti aziende nel settore della Comunicazione – come Sky TV, Mediaset e La Gazzetta dello Sport -.

Milano 25/11/2018 City Live ,Milano21 Half Marathon – foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Per quanto riguarda i dipendenti, quanti sono gli italiani e quali ruoli prevalentemente ricoprono? La joint venture realizzata oggi beneficia della fruttuosa cooperazione tra il nuovo management e la proprietà e, al momento, è proprio la componente italiana a sovraintendere alla maggior parte delle attività chiave di produzione e vendita.

Quanti sono, invece, i dipendenti stranieri e quali mansioni rivestono? Visto il successo della joint venture, il management cinese è presente in numero limitato e non si occupa delle attività locali. Il suo focus è invece rivolto soprattutto allo sviluppo del business nel suo complesso ed alle attività marketing legate al marchio “Ganten”.

Quali progetti e prospettive future vedete per la Vostra Realtà qui in Italia e, più in generale, in Europa? Vendere acqua il Italia è, probabilmente, una delle imprese più difficili al mondo, date la lunga tradizione e l’indole conservatrice che caratterizzano il mercato locale dell’acqua minerale. Per noi rappresenta una sfida enorme ma, allo stesso tempo, è uno stimolo che ci porta a guardare oltre e ci spinge a lavorare con impegno ed intelligenza ed anche ad imparare dai nostri concorrenti.  Il sito produttivo italiano ha accelerato la nostra espansione nel mercato internazionale e ci permette di far arrivare il prodotto Ganten in tutto il mondo, dall’Europa al Sud est asiatico fino all’Australia. Nel prossimo futuro ci focalizzeremo sullo sviluppo di un nuovo packaging – con maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e al riciclo – e continueremo ad espandere le linee produttive e ad incrementare la nostra presenza nei Paesi circostanti e nell’Est Europa. Siamo qui perché crediamo in questa opportunità dell’Oriente che incontra l’Occidente e vogliamo realizzarla in Italia con il nostro prodotto, arrivando al cuore di milioni di italiani ed accompagnandoli nella loro vita e nelle loro attività di tutti i giorni. Siamo qui in questo Paese che amiamo per portare agli Italiani ancora più gioia e dedizione per uno stile di vita autenticamente sano.

Marco Celli

Posted by Marco Celli

Nato a La Spezia nel 1966, vive e lavora a Viterbo. Studi in Scienze Politiche con indirizzo giornalistico, è iscritto all'Ordine dei Giornalisti di Roma, direttore di testate nazionali a carattere storico, ha diretto “il LA” la Rivista del Lazio.