La Nuova Era della Cooperazione Cina-Africa Nuove Opportunità Mutualmente Vantaggiose

Il 3 e 4 settembre 2018 si è svolto a Pechino il “Forum per la Cooperazione Cina-Africa”. Si è trattata di una nuova occasione di incontro per parlare di amicizia e collaborazione tra i due Paesi, sulla scia di quanto già affermato durante il Summit di Johannesburg del 2015.  Il Forum ha visto l’approvazione della “Dichiarazione di Pechino” e del “Piano d’Azione di Pechino 2019-2021”, che hanno delineato il nuovo “blueprint” per la cooperazione sino-africana. 

Il Presidente Xi Jinping, nel suo intervento, ha ribadito che la Cina continuerà a basarsi su criteri relazionali di onestà e benevolenza nel suo essere vicina ai Paesi africani, con l’intenzione di unire le forze per progredire e costruire un destino comune sempre più interconnesso.

Ad oggi, la fiducia politica reciproca tra Cina ed Africa è sempre più consolidata, la cooperazione fattiva progredisce e l’amicizia tra i popoli crea nuove ed entusiasmanti opportunità. Abbiamo chiesto a Sua Eccellenza l’Ambasciatore Li Ruyu di commentare questo fenomeno, aiutandoci a comprenderne meglio le dinamiche.

“Eccellenza, la cooperazione sino-africana sta vivendo, oggi, uno sviluppo semplicemente sensazionale. A Suo avviso quali sono le logiche che ne stanno alla base e cosa ha consentito che tutto ciò accadesse?”

“Credo che ciò sia collegato al fatto che la Cina sia rimasta nel tempo fedele ad alcuni fondamentali e imprescindibili principi”.

“Cosa intende dire? Quali principi? Ci faccia capire meglio”.

“Il primo principio è quello di amicizia sincera e di reciproco rispetto. La Cina e l’Africa hanno esperienze storiche simili, si sono sostenute a vicenda nel processo di liberazione dei loro popoli e in quello di sviluppo nazionale. La Cina ha sempre visto nell’Africa un buon amico e partner ed ha compreso e sostenuto i principali punti di interesse per il suo sviluppo. Il Presidente Xi Jinping si è recato quattro volte in Africa, toccando nei suoi viaggi ben 8 Paesi, ed ha, a sua volta ricevuto decine di massimi leader africani in visita ufficiale in Cina. Durante il Forum, il Presidente ha dichiarato che la Cina è fortemente determinata a proseguire su quelli che sono stati definiti “i cinque non”: non interferire con le scelte dei Paesi africani in merito alle vie di sviluppo; non operare alcuna ingerenza sulla politica interna; non trasmettere forzatamente le proprie idee agli altri; non vincolare ad alcuna condizione politica gli aiuti e non cercare di ottenere vantaggi politici dagli investimenti o dai finanziamenti in Africa”.

“Il secondo principio è basato su di una logica di cooperazione fattiva e sulla volontà di mettere il popolo sempre al primo posto. La Cina intende connettere strettamente il suo sviluppo a quello dell’Africa, esprimendo i punti di forza delle due parti. Attraverso la cooperazione, Pechino mira a cancellare l’arretratezza infrastrutturale, la mancanza di capitali e di personale qualificato dell’Africa attuale ed a realizzare un percorso di sviluppo comune. La Cina è il primo partner commerciale dell’Africa ed uno dei suoi più importanti investitori. Il Governo Cinese ha creato 900 mila posti di lavoro in Africa e vi ha inviato più di 25 mila medici che hanno fornito assistenza sanitaria ad oltre 300 milioni di persone. Molti dei progetti contenuti nei “I 10 piani di cooperazione” tra i due Paesi – attinenti settori come la società civile, l’industrializzazione e le infrastrutture – sono stati completati addirittura in anticipo rispetto alle tempistiche che ci si era originariamente proposti. La Cina, durante questo Forum, ha presentato “8 Nuove Grandi Azioni” mirate a creare sempre più ricchezza e benessere per i popoli”.

“Il terzo principio si fonda su di un’apertura inclusiva ed una cooperazione “win-win”. Riteniamo che la realizzazione di una pace duratura e di uno sviluppo sereno siano il desiderio più grande dei popoli africani e rappresentino una precisa responsabilità della Comunità Internazionale. Un continente africano in pace, stabile e prospero è nell’interesse della Cina e del mondo intero. Siamo lieti di vedere come la Comunità Internazionale stia incrementando gli investimenti nei Paesi africani. Sosteniamo la molteplicità dei partner dell’Africa e siamo pronti – sulla base del principio “l’Africa propone, l’Africa approva e l’Africa guida” – a collaborare con tutte le parti avviando progetti di cooperazione di mutuo vantaggio”.

“Dal Suo punto di vista la partnership sino-africana lascia spazio per un eventuale coinvolgimento dell’Italia ed apre opportunità anche per l’economia del nostro Paese?”.

“In Italia c’è un proverbio che recita: “Tre fili, uno spago”. L’Italia e la Cina godono di un’amicizia solidamente radicata nel tempo e sono entrambe partner importanti per l’Africa. Rafforzare ulteriormente la cooperazione Cina-Italia-Africa può essere strategicamente vincente per la promozione dello sviluppo africano. La Cina è pronta, nel rispetto della volontà dell’Africa e sulla base dei concetti di apertura, inclusione, cooperazione e mutuo vantaggio, ad incrementare il potenziale della collaborazione a tre per raggiungere un risultato finale di sistema superiore a quello meramente derivabile dalla somma delle singole parti”.

“Questo lascia ben sperare per lo sviluppo di future e comuni prospettive”.

“Certamente. Il Forum di Pechino ha avuto, tra le altre cose, lo scopo di creare straordinarie sinergie e punti di contatto tra l’iniziativa cinese “One Belt, One Road”, l’ “Agenda 2063” dell’Unione Africana e l’ “Agenda 2030” dell’Onu . Siamo convinti che l’iniziativa e gli accordi che ne sono scaturiti inietteranno linfa vitale alla Nuova Era della cooperazione sino-africana, creando, così,  eccezionali opportunità di sviluppo per la cooperazione tri-parte Cina-Italia-Africa e, più in generale, per quella internazionale sul continente africano”.

Emanuela Troisi
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Nata e cresciuta nella cosiddetta “China Town” milanese, dove vive ormai da 46 anni, è laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale, psicoterapia di coppia e psicoterapia famigliare. Si è a lungo occupata di etnopsichiatria e psicologia transculturale ed ha aperto a Milano, nel 2004, il primo centro di ascolto e supporto territoriale specificamente dedicato a cittadini provenienti dalla Cina ed immigrati in Italia, collaborando direttamente con le realtà istituzionali e diplomatiche di riferimento. Ha creato il primo inserto bilingue (italiano-cinese) all’interno di un giornale ufficialmente riconosciuto dal Governo cinese, nonché svariate pubblicazioni bilingue di carattere socio-sanitario e legale, volte ad agevolare la conoscenza da parte della Comunità cinese stanziata in Italia del sistema e dei servizi presenti sul territorio. Ha collaborato, sia in Italia che in Cina, con Ministeri, pubbliche amministrazioni ed enti sociali e commerciali, organizzando eventi, iniziative ed opportunità di incontro e di scambio di rilevanza internazionale. Ha ricevuto pubblici riconoscimenti da entrambi i Governi per le attività svolte a favore dello sviluppo dei rapporti tra Cina ed Italia. Attualmente si occupa di relazioni internazionali e di percorsi di “business development”, lavorando come consulente per società europee ed asiatiche.