Il modo di pensare della Cina è cambiato

Intervista ad Alan Rizzi sottosegretario con delega ai rapporti con le delegazioni internazionali. Nato il 30 aprile 1973 a Londra, iscritto all’albo dei giornalisti della Lombardia dal 2001, è stato Consigliere comunale a Milano dal 1997 fino al 2011 ed ha ricoperto la carica di Assessore allo Sport e al Tempo libero dal marzo 2009 al giugno 2011. Più recentemente ha ricoperto l’incarico di Assessore allo Sport al Comune di Legnano.

Dott. Rizzi, grazie per il tempo e l’attenzione che ci dedica.  “Il Filo di Seta” nasce con la specifica intenzione di creare un nuovo strumento ed una nuova opportunità di dialogo tra Cina ed Italia. 

Nel tempo, tante realtà, pubbliche e private, hanno cercato di muoversi in questo senso, con grande competenza e professionalità. Questa, però, è la prima volta che si cerca, da “parte cinese”, di dare sincera ed obiettiva voce a ciò che sta realmente accadendo  per quanto attiene all’interazione tra i due Paesi.

Innanzitutto, grazie a Voi per l’opportunità che viene data alla mia persona e, per mio tramite, a Regione Lombardia, con questa intervista, riguardante l’importantissimo evento organizzato a Shanghai all’inzio di novembre 2018. Questo mi dà la possibilità di esprimere la mia opinione sulla Cina, in generale, e su come la Cina si stia, effettivamente, ponendo dei confronti del Mondo.

Dott. Rizzi cosa pensa di questa iniziativa, a dir poco epocale, organizzata dal Governo Cinese?

La mia impressione, divenuta convinzione – anche dopo il mio recente viaggio istituzionale a Canton, in occasione della Fiera -, è che il modo di pensare della Cina, a livello globale, sia cambiato profondamente ed in senso assolutamente positivo.

La “China International Import Expo” ha dato occasione al Governo Cinese di aprire il suo enorme mercato a tutte le Nazioni. L’invito, fatto alle aziende che si sono sviluppate, in questi ultimi anni, nei diversi Continenti, ha rappresentato una grande chance, che è stata prontamente raccolta. 

Questo evento ha rappresentato, a tutti gli effetti, una mano tesa all’economia globale e ha dimostrato la reale volontà di apertura della Cina, in occasione del quarantennale delle riforme volute dal Presidente Deng Xiaoping.

Come sa, una grande parte del programma dell’Evento ha visto protagoniste le realtà imprenditoriali cinesi sviluppatesi all’estero. 

Certamente è stata una vetrina straordinaria per le importanti aziende cinesi che, in questi anni, sono cresciute fuori dai confini della madre Patria, portando ottimi risultati in termini di fatturato, allocazione di risorse ed assunzioni di personale non cinese nei Paesi di insediamento.

Se guardiamo alla Lombardia, molti investimenti di aziende cinesi hanno salvato realtà storiche italiane che, negli ultimi anni, avevano obiettivamente avuto seri momenti di difficoltà. Preservando molti posti di lavoro a rischio ed assumendo nuovo personale, queste aziende hanno seriamente contribuito alla crescita della nostra economia.

Dato il Suo ruolo di Sottosegretario alle Relazioni Estere di Regione Lombardia, cosa pensa delle realtà imprenditoriali cinesi che sono cresciute nel nostro Paese o che, viceversa, vi sono arrivate per investirvi?

Sto incontrando, in questi mesi, tutte le rappresentanze dei Consolati Generali in Milano.

La nostra Città è la prima, in assoluto, per numero di realtà diplomatiche stanziate sul territorio.

Insieme ai Consoli Generali dei vari Paesi ho avuto modo di incontrare anche un gran numero di imprenditori stranieri che, oggi, costituiscono una vera ricchezza per la Lombardia e per l’ Italia tutta. Pensando alla Cina, mi vengono in mente China Telecom, Huawei, ZTE, iH Group e RIFA.

Stanno aprendo realtà industriali e centri commerciali dove trovano lavoro dipendenti quasi esclusivamente italiani, giovani, e questo è un bene. 

Il gemellaggio tra Milano e Shanghai risale a 40 anni fa. Quello tra Tianjing e Regione Lombardia è altrettanto datato. Oggi la Cina si propone come punto di snodo globale ed incontro tra Paesi, culture ed economie diverse. Cosa è, a Suo avviso, concretamente cambiato in questi anni nella relazione tra Italia e Cina e quali sono le potenzialità di crescita e sviluppo che potrebbero derivare da questo lungo rapporto di amicizia e dalle nuove opportunità che il mercato e la politica internazionale cinese oggi propongono? 

Il gemellaggio di Milano con Shanghai risale al 1989 e quello di Regione   Lombardia con Tianjing al 1985.

Dagli Anni Ottanta molte cose sono cambiate, a livello globale, e l’economia, da allora, si è sviluppata in modo assolutamente significativo.

Anche l’immagine della Cina agli occhi del Mondo, dopo le Olimpiadi del 2008 e dopo l’Expo del 2010, è mutata. 

Il Paese oggi  è una potenza economica di primissimo piano, a livello sia politico che economico. Tutte le decisioni relative ai massimi sistemi ed ai più importanti argomenti a livello globale non possono più prescindere dal ruolo che riveste e dalla sua voce. 

Direi che, anche dai nostri gemellaggi, potranno scaturire nuove ed importanti opportunità di crescita per quanto attiene gli scambi commerciali e culturali.

Tutto ciò sarà, sicuramente, facilitato anche dalla presenza effettiva , sulla piazza di Milano, dei più importanti istituti bancari cinesi, che, come è giusto che sia, accompagnano gli imprenditori nelle loro attività. 

Anche le compagnie aeree cinesi hanno un ruolo sempre più significativo in Italia e, in particolare, a Malpensa. 

Ho avuto modo di verificarlo di persona nel mio recente viaggio a Canton, in rappresentanza di Regione Lombardia, con la delegazione organizzata da S.E.A. ed Assolombarda.

Regione Lombardia, il Presidente Fontana ed io – con questa delega che mi legittima – siamo a disposizione per favorire ogni progetto che veda la Cina unita all’Italia da questo filo che, attraversando Paesi di culture diverse, riconosce il nostro territorio come punto di partenza e di arrivo. 

La nuova Via della Seta unisce le nostre due civiltà ultra millenarie e l’importanza fondamentale dei nostri gemellaggi.

国际代表团关系部秘书长Alan Rizzi先生 1973年4月30日生于伦敦,2001年入选伦巴第大区记者名单,1997年至2011年任米兰市议会议员,2009年3月至2011年6月任体育休闲部顾问并且近期被任命为莱格纳市的体育顾问。

Alan Rizzi先生,感谢您有时间关注我们,《Il Filo di Seta》是为了创造一个新的中意沟通和遇到新机遇的平台。在过去,许多事情,无论是官方还是个人,都曾试图寻找一个新的平台,然而,这是中国第一次试图就两国互动的实际情况发表真诚和客观的声音。

首先,感谢您给我本人以及通过我给伦巴第地区带来这次采访的机会,这次采访是关于2018年11月初在上海举办的非常重要的活动。这使我有机会表达我对中国的总体看法,以及对中国如何与世界进行比较的看法。

你对中国政府组织的这项具有划时代意义的活动有何看法?

我的印象是,即使在我最近参加广交会的机构访问之后,中国的全球思维已经发生了深刻而积极的变化。

中国国际进口博览会给了中国政府向各国开放巨大市场的机会。向近年来在各大洲发展起来的公司发出的邀请是一个巨大的机会,而且很快就被集中利用起来。

这一事件,在任何情况下,都是对全球经济的帮助之手,在邓小平总理所希望的40年改革背景下,表明了中国开放的真正意愿。

如你所知,本次活动的很大一部分内容都将中国在海外发展的创业现实视为主角。

当然,这对近年来在母国境外发展起来的重要中国企业来说,是一个非同寻常的展示,在人员流动、资源配置和在定居国雇用非中国人员等方面带来了优异的成绩。

如果我们看看伦巴第大区,中国企业的许多投资挽救了意大利的历史现实,而近年来,意大利客观上遇到了严重的困难。这些公司保留了许多面临风险的工作岗位,聘用了新员工,为我们的经济增长做出了重大贡献。

鉴于你担任伦巴第大区外事秘书长一职,你如何看待在我国成长起来的中国人企业,或者你认为相反,他们是来投资的?

我这几个月要会见驻米兰总领馆的所有代表。

从绝对意义上讲,我市在分配给该中国的外交活动数量是最多的。

我还与各国总理事会会晤了许多外国企业家,他们今天是伦巴第和整个意大利的真正富有的企业。当我想到中国时,我想到了中国电信、华为、中兴通讯、iH集团和RIFA。

他们正在开工业区和购物中心,在那里他们的员工几乎全是意大利人年轻人,这是一件好事。

米兰和上海的签约友好城市可以追溯到四十年前。天津和伦巴第大区之间的友好协议也有些年份了。今天,中国正以一个全球中心的形象出现在不同国家、不同文化和不同经济体之间。在你看来,近年来意大利和中国的关系实际上发生了什么变化,这种长期的友好关系以及中国市场和国际政策现在提出的新机遇可能带来什么样的增长和发展潜力?

米兰与上海的友好城市协议可以追溯到1989年,伦巴第地区与天津之间的可以追溯到1985年。

自20世纪80年代以来,全球范围内的许多事情都发生了变化,经济,在任何条件下都成为绝对重要的条件。

2008年北京奥运会和2010年上海世博会之后,中国在世界眼中的形象也发生了变化。

这个国家在政治和经济上都是顶级经济强国。有关全球一级系统的最重要问题的所有决定都要有中国的决定权和发言权。

我要说的是,即使是我们的友好协议,贸易和文化交流也可能出现新的重要增长机会。

当然,在米兰,一些中国最重要的银行机构的实体分行也会促进这一点,因为企业活动的需要,银行机构是必须存才的条件。

中国国际航空公司在意大利尤其是马尔彭萨也发挥着越来越重要的作用。

在我最近代表伦巴第大区访问广州时,我有机会亲自向由S.E.A.和Assolombarda组织的代表团人员核实了。

伦巴第地区、丰塔纳总统和我,以及这个代表团,可以推动任何将中国与意大利团结在一起的项目,即跨越不同文化的国家,可以认为我们的领土是出发点也是到达点。

新丝绸之路把我们超千年文明的两国联系在一起也奠定了城市友好关系的根本重要性。

Marco Celli
About Marco Celli 3 Articoli
MARCO CELLI Studi in Scienze Politiche con indirizzo giornalistico, è direttore di testate nazionali a carattere storico militare. Appassionato di comunicazione ha frequentato numerosi corsi di formazione, tra cui, nel 2004, "la gestione dell'ufficio stampa" realizzato da "Il Sole 24 ore". Ha svolto la pratica giornalistica presso "Il Centro Italia". Come editore ha curato oltre 100 titoli prevalentemente di carattere storico militare. Ha diretto dal 2004 al 2008 “il LA - la Rivista del Lazio", bimestrale a diffusione regionale dedicato al territorio laziale. É iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio.