I 40 anni di riforma ed apertura della Repubblica Popolare Cinese

I  risultati del lungo e costante processo di riforma della RPC sono stati riconosciuti a livello internazionale. Il cuore di questa storia di successo è da rinvenire nella capacità delle Autorità del Paese di combinare riforme interne e apertura graduale al resto del mondo: si è trattato di una strategia unica per soddisfare le priorità nazionali, sfruttando le opportunità internazionali in modo dialettico, come insegna la tradizione marxista con le caratteristiche cinesi. 

L’aspetto più sorprendente a livello mondiale – e, più in generale, storicamente – è che i successi della Cina, ed il suo nuovo ruolo internazionale, si sono manifestati pacificamente, senza mezzi militari. Questa è una lezione per il mondo ed una ragione fondamentale alla base dei crescenti interessi stranieri nei confronti della “Terra di Mezzo”. Non solo interessi economici, ma anche culturali e politici.

Il segreto dei risultati cinesi PIANIFICAZIONE

Indubbiamente, stiamo assistendo a una ristrutturazione della geografia economica globale, che, grazie allo sviluppo della Cina in molti settori, tende ad essere più bilanciata rispetto ad alcuni decenni fa. Ne ho scritto nei miei ultimi libri (Geofinanza e Geopolitica 2016 e Il Socialismo Prospero: saggi sulla via cinese 2017). Questo cambiamento internazionale è incorporato nel processo di sviluppo del Paese, emerso, non accidentalmente, negli ultimi 40 anni di riforme. In questo periodo, il PIL cinese ha avuto un incremento medio del 10% annuo ed il reddito pro capite urbano e rurale è cresciuto del 100%. Anche il livello dei consumi è in aumento e supererà quello degli Stati Uniti, nonostante la Cina continui a registrare un livello elevato di risparmi (dati Fondo Monetario Internazionale). La comprensione di questi risultati ed il loro impatto internazionale richiedono di far luce sui tratti fondamentali del percorso di sviluppo della Cina. Innanzitutto, il processo di pianificazione ha contribuito a determinare le recenti trasformazioni socioeconomiche e tecnologiche del Paese, parliamo di piani e programmi di sviluppo a livello nazionale e regionale, annuali, quinquennali e decennali . Contestualmente, le strategie di internazionalizzazione graduale, ma costante, di intere regioni e vaste reti urbane ha accelerato lo sviluppo cinese.

Poche parole chiave sono utili per comprendere le peculiarità dell’esperienza contemporanea cinese: ibridazione, sperimentazione, adattamento, gradualità, pianificazione territoriale a medio e lungo termine. Questo approccio politico si è tradotto in numerosi controlli sui flussi di capitale, nella conservazione di un assetto industriale nazionale, nel mantenimento di una parte significativa del settore produttivo nelle mani del Governo, nonché nell’implementazione di riforme per stimolare una maggiore concorrenza, ridimensionando i monopoli di Stato, diminuendo drasticamente ostacoli commerciali e privilegiando sia le iniziative private che collettive. Tutto ciò, per ridurre la povertà e migliorare le condizioni di vita. Questa non è un’opinione, ma un’evoluzione analizzata in profondità da molti studiosi. La Cina continua a combinare politiche e tradizioni economiche ispirandosi ai principi fondamentali confuciani e socialisti.

Riforme ed apertura politica

I movimenti più recenti dello sviluppo cinese mostrano una maggiore concentrazione sulla qualità piuttosto che sulla quantità. La Cina sta aumentando le dimensioni del suo mercato interno e sta riducendo gli ostacoli finanziari per gli stranieri. Tuttavia, ciò viene messo in discussione a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli USA. 

Queste tendenze, definite dal XIII Programma Quinquennale (2016-2020), rappresentano un’altra manifestazione delle continue riforme che hanno caratterizzato lo sviluppo della Cina.

Riguardo agli sforzi per migliorare la struttura dell’offerta, la società cinese può diventare un alleato importante per molti Paesi disposti a muoversi in una direzione simile. Migliorare la cooperazione con la Cina in settori come le tecnologie avanzate a livello ambientale, le fonti energetiche rinnovabili, le auto elettriche o la robotica potrebbe aprire un “nuovo panorama” fatto di migliaia di differenti applicazioni a settori nuovi e tradizionali.

La Cina sta investendo molto per migliorare il livello di qualità dei suoi sistemi di produzione ed offre opportunità economiche inimmaginabili in qualsiasi altro Paese. I principali ostacoli, tuttavia, risalgono alla geopolitica e alle relative differenze culturali. Per cooperare proficuamente tra pari è necessario andare oltre la logica dei blocchi politici e l’universalizzazione di esperienze storiche peculiari, accettando la via di sviluppo intrapresa dalla Cina.

Il miracolo cinese è ancorato nel suo contesto politico-culturale e nel suo sistema di obiettivi macro e micro. Ad esempio, i due obiettivi centenari (2021 e 2049 – rispettivamente a cento anni dalla fondazione del Partito Comunista e della Repubblica Popolare -) implicano la necessità di costruire una società socialista moderatamente prospera, attraverso un crescente processo di modernizzazione, sotto tutti gli aspetti. 

Inoltre, nel 19 ° Congresso, il Partito ha definito e sottolineato altre due mete ambiziose: costruire nuove forme di relazioni internazionali – incentrate sulla cooperazione vantaggiosa per tutti e sul rispetto reciproco – e lavorare duramente per creare una comunità umana del futuro condiviso. 

Questi macro obiettivi trovano la loro esecuzione a livello territoriale, cioè nella molteplicità di programmi di pianificazione, caratterizzati, come scritto, da uno sguardo temporale e spaziale molto articolato e diversificato. A livello regionale, nazionale, ma anche internazionale. Le strategie “go west” e “go abroad” sviluppate negli ultimi 20 anni sono buoni esempi. Stanno dietro al lancio, iniziato ben 5 anni fa, della “Belt and Road Initiative (BRI)”.

La Cina ha più volte ribadito che nessun Paese può gestire da solo gli attuali problemi globali – guerre, terrorismo, cambiamenti climatici, turbolenze economiche -. Sicuramente non si può farlo ritirandosi nel proprio isolamento. A livello valoriale e metodologico, le strategie cinesi di proiezione globale si basano su una serie di principi. Secondo l’ultimo documento del Congresso, essi derivano dal concetto di rispetto reciproco e dialogo tra pari. Questo è il nucleo dell’idea alternativa di globalizzazione offerta negli ultimi anni dalla Repubblica Popolare. Il rispetto reciproco è alla base dei principi di non interferenza, non imposizione, rifiuto dell’uso della forza, cooperazione vantaggiosa per tutti e uguaglianza tra i Paesi. 

È alla base di un autentico processo di democratizzazione delle relazioni internazionali. Comunicazione e dialogo tra Paesi contro il confronto militare, partenariato contro alleanze, apprendimento reciproco e dialogo, per superare la mentalità da guerra fredda che ancora affligge molti paesi occidentali. 

Xi Jinping ha chiaramente affermato che la Cina “si oppone agli atti che impongono la propria volontà agli altri o che interferiscono negli affari interni degli altri, così come nella pratica del bullismo del forte verso il debole”. 

Senza il rispetto reciproco, un nuovo approccio nelle relazioni tra Stati e civiltà non può avere successo.

Per approfondimenti si rimanda ai seguenti lavori:
Il socialismo prospero. Saggi sulla via cinese, Novaeuropa 2017.
Geofinanza e geopolitica, Egea 2016 (versione in inglese 2018).

Fabio Massimo
About Fabio Massimo 2 Articoli
Professore associato (ASN) di studi internazionali, docente all’Istituto Internazionale Lorenzo de ‘Medici, Firenze, membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro è Geofinance and Geopolitics, Egea.