China international import expo

Sulla scorta di quanto annunciato dal Presidente Xi Jinping già nel maggio del 2017, durante il Forum “Belt and Road” – specificamente dedicato al tema della Cooperazione Internazionale -, dal 05 al 10 novembre 2018 si è tenuta a  Shanghai la prima edizione della “China International Import Expo” (CIIE), uno dei più importanti eventi mai organizzati in tema di liberalizzazione degli scambi, globalizzazione economica ed eplorazione attiva del mercato cinese, nonchè il primo al mondo, in assoluto, completamente  dedicato all’import a livello nazionale.

Con la presenza e la partecipazione di politici, funzionari governativi ed imprenditori provenienti da tutti i continenti, la Cina ha decisamente mirato, nei sei giorni della CIIE, a  promuovere con forza e determinazione il proprio Sistema, ma, soprattutto, a porsi come centro nevralgico di incontro politico-relazionale e di  cooperazione economica tra i diversi Paesi, in una logica di apertura internazionale a dir poco straordinaria.

Si è trattato di un’iniziativa commercialmente “pionieristica”, destinata a trasformarsi in un appuntamento a cadenza annuale, volto a rendere sempre più semplice ed immediato l’accesso delle aziende straniere al mercato cinese.

Secondo quanto affermato dagli organizzatori, le adesioni alla prossima edizione sono pervenute numerose ancor prima dell’effettiva conclusione dell’evento e perfino grandi compagnie statunitensi (Ford, Tesla, Microsoft, Dell, Qualcomm, General Electric, Mars e 3M) hanno già garantito la loro presenza per il 2019.

Stephen Badger, Presidente del consiglio di amministrazione di Mars – colosso dell’industria dolciaria statunitense -, ha, a questo proposito, dichiarato: “La CIIE è una piattaforma che va oltre la Cina. Si tratta di un evento globale che guida lo sviluppo in tutte le industrie cinesi promuovendo la cooperazione tre Enti Governativi ed imprese, nonchè la globalizzazione e la liberalizzazione degli scambi”. 

Forte dei suoi numeri e dell’eccezionale e costante crescita in termini di consumo, il “Celeste Impero” è, ormai, entrato in una vera e propria nuova fase di sviluppo che, nell’arco dei prossimi quindici anni, gli consentirà – come dichiarato dal Presidente Xi durante la cerimonia di apertura – di raggiungere livelli di importazione di beni e servizi per un valore pari, rispettivamente, ai 30  ed ai 10 trilioni di dollari, divenendo, così, per le imprese di tutto il mondo un’opportunità di mercato senza precedenti. 

Non più, quindi, una Cina che si propone come “fabbrica del mondo”, bensì un Paese aperto all’acquisto ed allo scambio internazionale.

“L’economia cinese non è uno stagno, ma un oceano” ha detto Xi Jinping; e la CCIE ha indubbiamente e fortemente dato corpo a questa immagine, dando vita non ad una mostra personale della Cina (come già accaduto in passato in altri importanti contesti), ma ad un vero e proprio coro in cui si sono armoniosamente fuse le voci di tutti i Paesi del Mondo.

Secondo Christine Lagarde, Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, lo sforzo che la Cina ha compiuto e sta compiendo per costruire “tre ponti fondamentali” a vantaggio di tutti è concretamente incarnato dalla CIIE:  “….la Cina, in 40 anni di riforma ed apertura, ha costruito un ponte per il Mondo….sta costruendo un ponte per la prosperità, giacchè punta a sanare gli squilibri, trasformando il suo modello economico da un prototipo basato sulle esportazioni ad uno trainato dai consumi… ed un ponte per il futuro, sfruttando il potere della cooperazione internazionale, a partire dal commercio…”.

Strategica la scelta della città di Shanghai come sede elettiva dell’evento. Situata nella Zona Economica del delta del fiume Yangtze, ricca di industrie ben sviluppate e famose per la loro capacità di allocare risorse globali, Shanghai è stata con il suo porto, per ben sette anni consecutivi, al primo posto per la mobilitazione e la lavorazione di container provenienti da tutto il Mondo.

Il numero di passeggeri annui transitati dal suo aeroporto supera, ormai, i 100 milioni, e la rete di voli che vi insiste copre 282 città dislocate in tutti i continenti.

L’Ente Organizzatore ha agevolato la partecipazione all’Evento “a 360 gradi”. 

È stato  fornito, perciò, agli espositori un supporto completo, non solo in termini di sdoganamento, ispezione e quarantena delle merci, ma anche a livello di servizi informatici e protezione dei diritti di proprietà intellettuale – tema spesso spinoso quando si affronta il mercato cinese -.

Per la prima volta è stato concesso l’accesso contemporaneo in Cina a ben 5.000 differenti referenze, comprese specialità e prodotti tipici dei diversi Paesi (tra gli altri l’elicottero italiano AW189 commercializzato da Leonardo che, con il suo prezzo pari a 200 milioni di RMB, si è attesto come una delle proposte in assoluto di maggior pregio).

Come ha ben sottolineato Mr Sun Chenghai – Vicedirettore Generale della CIIE – a chiusura dell’evento, questa prima edizione ha visto la partecipazione di oltre 3.600 aziende accreditate, provenienti da  172 diverse realtà (tra Paesi, regioni ed organizzazioni internazionali), coinvolte in incontri “B2B” con società cinesi attentamente selezionate (così da favorire un attivo confronto tra domanda ed offerta) che hanno portato ad intese di acquisizione di beni e servizi per un valore complessivo pari a 57.83  milioni di dollari.

Particolarmente significativa è stata la presenza di 35 ta i 40 maggiori Paesi meno sviluppati (i cosiddetti LDCs – Less Developed Countries -, secondo la classifica stilata dalle Nazioni Unite), tra i quali Afghanistan, Cambogia, Nepal, Etiopia, Malawi e così via – a cui sono stati forniti stand a titolo completamente gratuito, proprio a dimostrazione della ferma volontà da parte cinese di favorire appieno il libero commercio e la globalizzazione -.

Proprio a proposito della grande attenzione dimostrata dalla Cina nei confronti della connettività con i Paesi meno sviluppati, Charles Onunaiju, Direttore del Centro per Studi Cinesi ad Abuja (Nigeria) ha dichiarato: “Per l’Africa non c’è migliore opportunità di reindirizzare il cosiddetto squilibrio nel commercio globale: la Cina non offre solo investimenti, infrastrutture e supporto finanziario, ma offre un mercato. 

L’elemento più importante in ogni sviluppo significativo è il mercato”.

La “China International Import Expo” ha visto , come dicevamo, anche la partecipazione di aziende cinesi provenienti da tutto il mondo (site, quindi, sia nella Madre Patria che all’estero).

400.000 realtà imprenditoriali che vi hanno preso parte presentando e proponendo le proprie competenze e la propria professionalità, alla ricerca di sinergie e partnership di alto livello.

Oltre agli spazi dedicati agli aspetti ed alle transazioni meramente economiche e commerciali, l’Organizzazione ha predisposto la presenza di un’area in cui tutti i Paesi partecipanti si sono incontrati ed hanno esposto progetti istituzionali, attuali o futuri (inerenti lo scambio di beni e servizi, gli investimenti, l’industria ed il turismo), con la possibilità di promuovere le ricchezze economiche e culturali del territorio di provenienza.

Nel complesso, lo spazio espositivo (pari a 300.000 mq) è stato suddiviso in due zone distinte, dedicate, l’una allo scambio di beni (High and Intelligent Equipment, Elettronica di Consumo ed Elettrodomestici, Automotive, Abbigliamento ed Accessori, Prodotti Alimentari ed Agricoli, Attrezzature Mediche e Prodotti di Assistenza Medica, etc.) e l’altra allo scambio di servizi (Servizi Turistici, Tecnologie Emergenti, Cultura ed Istruzione, Design Creativo, Outsourcing e così via).

Tra i 100 e passa eventi collaterali organizzati per l’occasione si è tenuto, al National Exhibition and Convention Center, anche l’ “Hongqiao International Trade Forum”, creato a cura e con il patrocinio del Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese (MOFCOM) e del Governo Popolare del Municipio di Shanghai, in cooperazione con il China International Import Expo Bureau – con la collaborazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO) e delle diverse realtà internazionli ad essa collegate -.

Il Forum di Hongqiao è nato con il preciso intento di favorire, in linea generale, gli obiettivi del CIIE e per promuovere, nello specifico, le nuove tendenze alla base della trasformazione economica in atto in Cina e verso i Paesi esteri. Una trasformazione improntata, essenzialmente, sui concetti di sviluppo inclusivo, globalizzazione equilibrata e mutualmente vantaggiosa, liberalizzazione degli investimenti e, soprattutto, sulla costruzione di un  sistema di commercio aperto a  livello mondiale (anche grazie agli scambi di servizi, alla promozione dell’economia digitale e dell’e-commerce) ed, al tempo stesso, capace di promuovere efficacemente lo sviluppo sostenibile.

E’ questa, a tutti gli effetti, la nuova sfida che la Repubblica Popolare Cinese ha lanciato al Mondo.

Una sfida assolutamente pacifica, fatta di dialogo, confronto, scambi di opinioni, esperienze e conoscenze e, soprattutto, di incontri.

Una sfida ben lontana da dazi, guerre e muri, che ha chiamato anche  l’ Italia  a raccogliere l’invito, portandola  ad essere partecipe e protagonista, con la piena certezza che la propria civiltà e cultura ultra millenaria venissero pienamente apprezzate e valorizzate.

L’Italia al CIIE

La CIIE ha rappresentato, senza ombra di dubbio, un’occasione importante per il nostro Paese, che vi ha partecipato sia con l’allestimento di un padiglione nazionale – curato dall’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e di dimensioni tali (5.300 mq) da risultare, tra quelli europei, secondo solo allo spazio tedesco -, sia con quattro esposizioni di settore destinate alle eccellenze italiane negli ambiti della moda, dell’agroalimentare e dell’alta tecnologia. 

200 le aziende italiane presenti, tra cui hanno spiccato i nomi più rappresentativi del “Made in Italy”, come, per citarne solo alcuni,  Ansaldo, Fca, Fincantieri, Leonardo, Cnh Industrial, De Longhi, Bracco e Ferretti.

Fondamentale è stato il lavoro organizzativo della Task Force del Mise, fortemente voluta dal nostro Governo, specificamente dedicata ai rapporti sino-italiani e guidata dal Sottosegretario Michele Geraci. Il 06 novembre, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri  – nonchè Ministro dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio, si è tenuto il “Business Forum Italia-Cina”, co-presieduto dal Vicepresidente ed Ad di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, e dal Presidente di Bank of China, Chen Siqing.

Nel corso del Forum, per quanto riguarda la classifica effettiva dell’export italiano in Cina nel 2017, è stata riconfermata la predominanza di Lombardia (4 miliardi), Piemonte (2.3 miliardi), Emilia Romagna (1.9 miliardi) e Veneto (1.7 miliardi); tuttavia, pur partendo da valori certamente minori, sono state Sicilia , Lazio e Sardegna le regioni che hanno registrato un incremento maggiore nell’esportazione dei propri prodotti nell’ultimo anno (pari, rispettivamente, a +212.5%, +170% e +115.8%). 

Questo depone in maniera assolutamente positiva a favore delle nuove possibilità di crescita ed affermazione, non solo per le realtà maggori ma anche per la nostra PMI.

Accanto ai settori tradizionalmente vincenti (macchinari, trasporto, tessile, chimica e manifattura), grandi sono le prospettive di sviluppo per quello agroalimentare. 

Proprio per questo il nostro Ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, presente a Shanghai in affiancamento al Vicepremier Di Maio, ha colto l’occasione per inaugurare anche il padiglione del Vinitaly International alla Hong Kong Wine & Spirits Fair – appuntamento di settore di massimo rilievo in Asia -, incontrando il suo omologo cinese Han Changfu.

Sua Eccellenza Li Ruyu, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, commentando questo straordinario evento, ha dichiarato: “Speriamo vivamente che Italia e Cina colgano la CIIE come un’occasione preziosa per sviluppare ulteriormente la cooperazione commerciale, negli investimenti ed in tutti gli altri settori….al fine di opporsi al protezionismo economico e tutelare l’apertura dei mercati ed il libero scambio, nonchè impegnarsi insieme per promuovere una nuova fase di maggiore sviluppo per il partenariato strategico globale bilaterale…Solo rafforzando l’apertura e la cooperazione e promuovendo l’interconnessione tra le economie di tutti i Paesi è possibile realizzare la ripresa economica mondiale ed uno sviluppo condiviso…”.

Ancora, Sua Eccellenza ha tenuto a sottolineare come sia fondamentale che Cina ed Italia, sulla scorta del “Piano di azione quadriennale sino-italiano per il rafforzamento della cooperazione (2017-2020)”, proseguano nel promuovere scambi culturali, tecnico-scientifici, formativi e turistici sempre più frequenti; una collaborazione sempre maggiormente fattiva; ed una sincronia a livello internazionale sempre più ampia.

Marco Celli
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MARCO CELLI Studi in Scienze Politiche con indirizzo giornalistico, è direttore di testate nazionali a carattere storico militare. Appassionato di comunicazione ha frequentato numerosi corsi di formazione, tra cui, nel 2004, "la gestione dell'ufficio stampa" realizzato da "Il Sole 24 ore". Ha svolto la pratica giornalistica presso "Il Centro Italia". Come editore ha curato oltre 100 titoli prevalentemente di carattere storico militare. Ha diretto dal 2004 al 2008 “il LA - la Rivista del Lazio", bimestrale a diffusione regionale dedicato al territorio laziale. É iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio.