Cina e Italia

Cina Pechino Palazzo Mukden - Patrimonio unesco

Storia di una lunga amicizia consolidata attraverso accordi istituzionali e somiglianze ancestrali

E’ la prima volta, nella storia della lunga amicizia tra Cina ed Italia, che i due Paesi si impegnano formalmente in un accordo volto a declinare i reciproci rapporti turistici, partendo dalla definizione di un gemellaggio tra città e località ufficialmente dichiarate “siti UNESCO”.
Nel mese di Marzo, al rientro da Pechino del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e della delegazione che lo accompagnava, sono partiti tavoli di collaborazione dedicati a cinque realtà ben definite, destinate a fare da apripista ad un gemellaggio che vedrà coinvolte, in totale, 12 aree sulle quali costruire pacchetti turistici dedicati sia alle tradizionali città d’arte sia a zone forse meno note all’utente cinese medio ma ugualmente ricche di tesori ed eccellenze del territorio.

Il Dott. Mattia Palazzi, sindaco di Mantova ed unico amministratore locale all’interno della delegazione in visita in Cina, ha preso parte (in qualità di Ambasciatore dei territori italiani dichiarati “siti UNESCO”) al Forum di Pechino, specificamente dedicato ai programmi di sviluppo sui temi legati alla cultura, al turismo ed all’economia del Paese.


Negli ultimi anni, il flusso di viaggiatori provenienti dalla Cina e diretti verso l’Italia ha registrato un picco esponenziale, passando dai 200 mila turisti del 2011 al milione scarso del 2016.
Ciò che, tuttavia, più colpisce – al di là delle stime meramente numeriche – è la tendenza sempre più spinta ad orientarsi su nuovi percorsi di viaggio che prescindano dal classico itinerario “Roma-Firenze-Venezia”.
E’, quindi, in funzione di questa nuova attitudine che Cina ed Italia, Paesi che vantano entrambi il maggior numero di riconoscimenti UNESCO al mondo (rispettivamente 50 e 51), si sono dati l’obiettivo di costruire una rete di gemellaggi e relazioni dirette tra i vari siti, coinvolgendo il sistema delle imprese locali per una proposta di “incoming” che passi proprio attraverso la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale.
Delle 12 località italiane coinvolte nell’operazione di gemellaggio, cinque sono le aree in “pole position”: Mantova-Sabbioneta, Palermo, Pisa, Ferrara e il Cilento.
Il capoluogo mantovano convolerà idealmente a nozze con Pingyao, da sempre considerata una delle perle delle città storiche del Celeste Impero.
Lo spirito di fondo che anima il progetto è quello di creare un turismo diffuso, che consenta di convogliare i flussi in arrivo nei grandi hub nazionali, verso le medie città che si sviluppano nelle loro vicinanze.
Un sistema, come ha ben evidenziato la delegazione italiana in rientro da Pechino, che sfrutti proprio la capacità dei piccoli territori di essere a misura d’uomo e, quindi, maggiormente appetibili per essere inseriti in pacchetti di accoglienza qualificati e adeguati a stimolare una presenza straniera.
Si tratta di una vera e propria sfida – che ne porta, come ovvio, con sé molte altre, come quella di migliorare il sistema dei trasporti tra le città coinvolte nel pacchetto – che favorirà lo sviluppo di un turismo che promuova al meglio tutti i gioielli nascosti delle nostre realtà territoriali meno conosciute all’estero.
I rapporti tra la Cina e l’Italia si sono sviluppati e sono progrediti lungo un percorso di secoli. Non solo dall’anno di fondazione della Repubblica Popolare Cinese, ma ancor prima, le relazioni tra i nostri due Paesi si sono basate sull’amicizia e sulla collaborazione.
Se andiamo indietro nel tempo, vediamo come i nostri Gesuiti e i nostri Domenicani si siano spinti e si siano alla fine stabiliti nella lontana Cina, portando con loro, da un lato, le nostre tradizioni e attingendo, nel contempo, dall’altro alla millenaria cultura cinese per trarne tantissimi elementi.
Con gli scambi culturali, delle scienze e delle arti, con i mix dei prodotti della terra, della tradizione culinaria, dall’epoca di Marco Polo in poi le nostre due Civiltà hanno assorbito vicendevolmente le caratteristiche che le hanno in qualche modo via via unite.


Se visitiamo qualsiasi regione d’Italia o qualsiasi provincia della Cina, troviamo, innegabilmente, più e più aspetti di contatto e somiglianza.
La stessa struttura famigliare – la classica “famiglia allargata”, con i nonni, gli zii e i parenti più prossimi che condividono l’assistenza dei bambini e degli anziani – ci racconta usi, costumi e stili di vita comuni ai due Paesi.
In molte province e regioni italiane, la struttura famigliare allargata è a tutt’oggi diffusa indistintamente lungo tutto lo “Stivale”. La classica corte lombarda, veneta, emiliana o calabrese, siciliana o sarda, la ritroviamo, quasi identica, in Cina, soprattutto nelle zone rurali.


I punti di contatto e gli sforzi fatti nei secoli hanno creato nel tempo un meraviglioso mix tra le nostre due culture, dando vita a questo ponte ideale che si snoda lungo la Via della Seta e che, oltre a consentire il trasporto delle merci, ha contribuito a favorire gli scambi ed ha unito i nostri due Paesi.
è proprio questo che mi porta ad affermare che Cina ed Italia, pur nelle differenze, siano molto più simili tra loro di quanto possano essere tanti altri Paesi nel mondo.
Dall’ottobre del 2008, giorno in cui sono stato nominato Ambasciatore per l’Amicizia del Popolo Cinese nel Mondo, ho cercato, proprio prendendo spunto da questi elementi, di favorire ad ogni livello i rapporti, spronando le Istituzioni Italiane (con le quali mi sono confrontato ed ho anche lavorato) ad incrementare gli scambi istituzionali, culturali, sociali ed economici.
Oggi ritengo che la possibilità di sviluppare questa idea della “Nuova Via della Seta” sia di fondamentale importanza e di incomparabile valore strategico.
Questo filo ideale e, allo stesso tempo, concreto unirà i nostri due Paesi, fungendo, per così dire, da cinghia di trasmissione per migliaia di elementi che favoriranno l’amicizia, la fratellanza tra i popoli e, sicuramente, la ricchezza a favore di tutte le nazioni.
Penso che la Cina si stia giocando una carta importante per la sua crescita pacifica verso gli altri continenti. Infatti il progetto che il Presidente Xi JinPing ha lanciato ormai da qualche anno porterà sicuramente grandi frutti e grandi vantaggi per l’intero pianeta.
Sicuramente la Via della Seta, con le vie di terra e le vie del mare, consentiranno al mondo di essere meno frammentato e diviso, favorendo anche i processi di pace, evitando così inutili guerre, dando sicuramente più benessere e più serenità ai popoli. Dal 2008, come dicevo, ho cercato di favorire in ogni modo gli scambi culturali, sociali, economici tra i nostri due Paesi e mi sono dedicato allo sviluppo delle relazioni, cercando anche di aiutare il più possibile i cittadini cinesi che risiedono in Italia, dove vivono e lavorano, con le loro famiglie, da oltre 80 anni. Queste persone sono una grande ricchezza ed una vera risorsa per il nostro Paese; non bisogna avere certo paura di questa comunità che va, invece, percepita come un reale esempio di immigrazione positiva. Con la visita del Presidente della Repubblica italiana in Cina e la pianificazione dei nuovi legami tra città “siti UNESCO”, si è andati ad arricchire i gemellaggi già in essere tra le oltre 80 città e Istituzioni italiane e cinesi che dal lontano 1979 (anno del gemellaggio tra Milano e Shanghai) hanno arricchito e cementato l’amicizia tra i due Paesi. Dobbiamo dare un impulso maggiore a questi rapporti. Il Filo di Seta ci unisce da secoli e questa sarà la nostra comune carta vincente!

Stefano Di Martino
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Ambasciatore per l’Amicizia del Popolo Cinese nel Mondo. è nato a Milano il 4.12.1966. Dirigente nazionale del FdG e del FUAN -incarichi ricoperti durante i suoi studi superiori ed universitari-. Alla Statale di Milano è stato responsabile di ateneo presso la Facoltà di Giurisprudenza. Si è specializzato in Pubbliche Relazioni. Gli è stata conferita la laurea honoris causa in Scienze Politiche. Dopo aver ricoperto numerosi incarichi nelle organizzazioni giovanili ed universitarie dell’MSI – DN, nel 1990 è stato eletto Consigliere comunale a Trezzano sul Naviglio e nella 10° Circoscrizione di Milano, rieletto nel 1993 a Milano e nel 1994 a Trezzano, è stato nominato Presidente del Consiglio comunale. Eletto a Milano nel 1997 come Consigliere comunale è stato eletto e nominato Vice Presidente del Consiglio comunale. Rieletto Consigliere comunale nel 2001 è stato nominato Presidente della Commissione Consiliare Sicurezza-Periferie-Qualità della Vita e Presidente del Gruppo Consiliare di A.N.. Rieletto, nel 2006, il Consiglio lo nomina Vice Presidente. è stato Consigliere di Amministrazione della Casa di Riposo Militare Umberto I di Turate, in provincia di Como. Si occupa di privatizzazioni comunali, di sviluppi urbanistici, di pubblicità e di arredo urbano, di problematiche commerciali, abitative e di sicurezza per il Coordinamento delle Forze dell’ordine. Nel 2010, il Comando Militare Lombardia gli ha concesso l’attestato di Benemerito dell’Esercito. Si occupa di Protezione Civile, di Assistenza agli Anziani e ha organizzato missioni umanitarie in occasione del terremoto che ha colpito le Marche e l’Umbria, spedizioni umanitarie in Albania, Libano e Iraq dove si è recato personalmente nel 1998. è iscritto a numerose associazioni culturali, patriottiche, monarchiche delle quali è Socio Benemerito. è Guardia d’Onore al Pantheon, gli sono state concesse la medaglia di Benemerenza e quella al Merito di Servizio; oggi è Vice Presidente Nazionale delle Guardie. è Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Mauriziano e dell’ Ordine al Merito Civile di Savoia, Grand’ Ufficiale dell’Ordine dell’Aquila Romana e di altri ordini caveallereschi italiani e stranieri. è stato Consigliere Nazionale dell’Associazione Comuni Italiani.